Croce, Penitenza, Battesimo. Catechesi sulla Quaresima (S. Messa 5.03.2014)

Di seguito il testo di approfondimento letto da una lettrice durante la S. Messa Parrocchiale di Mercoledì delle Ceneri.

La Quaresima  (quaranta giorni) è tutta polarizzata verso la solennità di Pasqua, la festa primordiale.

Il numero di quaranta è di origine biblica e ricorre ogni qualvolta l’uomo si prepara all’incontro col divino. Questa durata misura la distanza della nostra natura decaduta da Dio e ritma il lungo cammino del ritorno, sulle orme di Cristo.

Tre sono le realtà che dominano lo scenario quaresimale: la Croce, la Penitenza, il Battesimo.

La Croce si erge in fondo al cammino quaresimale, come un giorno attendeva Cristo al termine della sua Via Crucis.

Essa richiama la legge suprema della vita cristiana: morire per vivere. Dal momento che Cristo ha preso su di sé la sofferenza e la morte, queste sono divenute il passaggio obbligato della salvezza.

 

La Penitenza sottolinea ulteriormente questa esigenza: essa è un mutamento totale, un rinnovamento intimo dell’uomo, del suo sentire, del suo giudicare e del suo vivere. Le “penitenze” cioè le pratiche concrete, sono valide nella misura in cui sono espressione di questo interiore capovolgimento della situazione.

 

Il Battesimo, amministrato in antico a Pasqua, segna profondamente con la sua impronta lo spirito della Quaresima. La liturgia quaresimale ci chiama ad approfondire il senso della nostra condizione di battezzati e ci guida alla riscoperta del “dono” divino e delle sue supreme esigenze. Come illuminazione, esso esige la fede; come rinascita, vuole “novità di vita”, come liberazione dal peccato, esclude ogni compromesso con il male; come incorporazione alla Chiesa, ci impegna a una comunione di vita e di responsabilità con i fratelli; come primizia della gloria futura, orienta tutta la vita verso il ritorno glorioso del Signore.

 

La Quaresima è dunque un tempo di penitenza e di rinnovamento per la Chiesa intera. Non basta impegnarvisi singolarmente: bisogna sentirsi solidali con tutto il Corpo mistico di Cristo.

I mezzi concreti che la Chiesa ci raccomanda per questa grande opera sono riassunti nel trinomio, caro ai Padri : digiuno, preghiera, opere di carità.  <<Digiuniamo, preghiamo, doniamo>> era la parola d’ordine che Agostino di Ippona dava ai suoi.