7 febbraio 1937

Cari fratelli e sorelle,

Sono trascorsi 80 anni (80 anni e 5 giorni) da quel 7 febbraio 1937, quando il Vicario di Roma, il cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani affidava al beato don Giacomo Alberione la Parrocchia Romana dal titolo «Gesù Buon Pastore» nella zona detta «La Montagnola S. Paolo» e «Laurentina». Già nel 1934 don Alberione aveva aderito alla richiesta del Vicariato di Roma di costruire una chiesa in questo quartiere e nel 1936 ne aveva proposto il titolo di «Gesù Buon Pastore». Nel ’37 la Parrocchia abbracciava una estensione di circa 2.000 ettari e una popolazione di 5.000 anime. Che cosa passa nel nostro animo oggi? Gioia, riconoscenza e gratitudine al Signore per quanto ha compiuto in questi anni “nella” nostra Parrocchia e “attraverso” la nostra Parrocchia; per tutte quelle persone – uomini e donne, bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani – che qui sono entrate nella comunità cristiana, si sono avvicinati ai sacramenti, hanno sperimentato la cura di Dio, il suo perdono, hanno visto segnate le occasioni belle e dolorose della loro vita personale, familiare… E vogliamo fare memoria di quanti hanno dato il loro contributo di tempo, di animazione, di organizzazione nelle associazioni, nei gruppi che via via si sono avvicendati in questi anni. E, tra questi, dei sacerdoti che sono stati chiamati ad animare, servire, guidare la nostra comunità parrocchiale. Nei loro nomi – ne sono convinto – in tanti possono riscoprire nelle pieghe della loro memoria e nel loro cuore avvenimenti, circostanze in cui hanno sperimentato il passaggio delle orme del Signore, Buon Pastore (è lui l’unico nostro pastore): don Baricalla e don Fenoglio,
prima di don Pier Luigi («don Pietro») Occelli (nella foto, sopra), vero «padre» e «testimone» di questa nostra Parrocchia.
E poi, don Carlo Stella, don Eugenio Fornasari, don Lino Brazzo, don Angelo Giovanni Bellanzon, don Salvatore Caruana, don Alberto Fusi, don Luigi Giovannini, don Dino Mulassano. Quasi impossibile anche solo elencare quanti altri sacerdoti paolini hanno prestato servizio. Ricordiamo per tutti quelli che ancora vi sono presenti nella comunità: don Nelson Casolari, don Nunzio Campo e don Giovanni Serra. E non possiamo dimenticare le suore Pastorelle, che hanno prestato servizio presso la parrocchia fino al 1943 e poi negli anni 1973-1975, e che ancora oggi collaborano nella catechesi con la loro generosità e la loro passione pastorale. E con loro le altre religiose che in questi 75 anni si sono avvicendate con i loro carismi, i loro doni presso la nostra comunità parrocchiale. Impossibile fare memoria se non a mo’ di didascalia degli avvenimenti e momenti storici che hanno segnato questi 80 anni: la cruenta ed eroica Battaglia della Montagnola del 10 settembre 1943, nella quale morirono 56 persone (45 militari e 11 civili), e che è valsa alla chiesa parrocchiale il titolo di “Tempio Nazionale dei Caduti”; la consacrazione della chiesa, il 18 marzo 1959, da parte del vicegerente del Vicariato, monsignor Luigi Traglia (i lavori per la costruzione, iniziati nel 1950 e presto interrotti, furono ripresi nel 1957 per essere portati a compimento nei primi mesi del 1959); le visite, il 10 marzo 1963, da parte del beato Giovanni XXIII (scrisse nel suo Diario: «quale trionfo popolare per il Papa; uno certo dei più imponenti e impressionanti, come fervore di anime cristiane piene di rispetto e di devozione. E quanti giovani e figliole, in atto di vivo compiacimento: ben al di là di quanto sembrava doversi temere. Sit nomen Domini benedictum. Degno di speciale rispetto il Parroco Pier Luigi Occelli PSSP») e quella, il 12 dicembre 1982, di Giovanni Paolo II. Ricordiamo, infine, i cardinali titolari che si sono succeduti: lo slovacco Josef Tomko, lo statunitense Francis Stafford, e l’italiano Velasio De Paolis. Nomi e avvenimenti, tutti – e i più non sono tra quelli evocati –, nei quali Gesù Buon Pastore, volto della misericordia del Padre, si è fatto presente nella nostra vita: continui ad arricchire delle sue benedizioni la nostra comunità parrocchiale e ciascuno di voi, cari fratelli e sorelle della Montagnola.
A tutti auguro di essere sempre segni gioiosi della presenza e dell’amore di Dio. Ricordate me e i miei confratelli nelle vostre preghiere.

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don Vincenzo Marras