Parola ed Eucaristia ci formano

Cari fratelli e sorelle,

questo appuntamento settimanale con tutti voi è, ogni giorno di più, significativo. Se uso questo foglio per incontrarvi è perché non voglio lasciare nessuno escluso dalla mia “visita”, ancorché mediato da parole scritte. E vorrei chiedere perdono se le contingenze attuali (la carenza di sacerdoti, e ancora qualche mio impedimento nel camminare) mi impediscono di venire nelle vostre case, rispondendo non solo ai vostri desideri e alle vostre richieste ma anche a quello che io stesso vorrei fare con maggior generosità. Vogliamo allora leggere questa situazione “precaria” – un segno dei tempi! – nella prospettiva di un rinnovato appello a valorizzare tutte le potenzialità, femminili e maschili, già presenti nella nostra comunità parrocchiale, e a riscoprire quelle nascoste, superando ogni paura ed estraneità. Per farlo vogliamo dare alla nostra comunità il volto che scaturisce dall’ascolto della Parola e dalla preghiera, quella personale e quella liturgica comunitaria. Ritorniamo – come ci esorta continuamente Papa Francesco –, ritorniamo al Vangelo, ritorniamo a Gesù di Nazareth. È la Parola di Dio la fonte per educarci al pensiero di Cristo. Ed è la Santa Messa che deve poter dar forma alla nostra vita cristiana: impariamo da qui a pensare, ad agire e ad amare secondo lo stile di Gesù. Dall’ascolto della Parola di Dio e dall’Eucaristia raccogliamo il coraggio per affrontare la vera sfida che ci attende – attende noi, comunità di Gesù Buon Pastore, e attende, in verità, tutta la Chiesa –: la crescita e la formazione di una comunità cristiana “ministeriale”, che si coinvolge nella vita della comunità. Ne esplicito un sommario elenco, rinnovando il mio appello perché uomini e donne, giovani e adulti, possano dare la loro disponibilità e il loro apporto concreto: al Gruppo Caritas (per rispondere ai bisogni delle famiglie e delle persone più disagiate); al Gruppo Catechiste/i (per curare la formazione cristiana dei più piccoli e dei giovani e delle loro famiglie); a quanti curano la liturgia (coro, lettrici e lettori, ministranti) e il decoro della Chiesa (per la cura degli ambienti liturgici); a quanti mettono a disposizione un po’ del loro tempo in ordine alla soluzione di problemi pratici. Vogliamo, insomma, impegnarci a ritrovare una collaborazione, perché tutti insieme possiamo contribuire a crescere e a costruire una comunità, bella e unita, ricca dei doni di ciascuno.
Affido a Gesù Buon Pastore tutti e ciascuno. Ricordateci nelle vostre preghiere.

don Vincenzo Marras

2017_09_17 Avvisi