Papa Francesco e i giovani.

I primi di aprile alcuni giornali hanno riportato alcuni passaggi di un colloquio/intervista tra Papa Francesco ed alcuni giovani del Belgio.

Dopo  un breve stralcio di seguito riportiamo l’integrale colloquio. Si passa dal rapporto con i giovani a come prega il Papa,agli errori che ha commesso, alla disoccupazione e tanti altri aspetti. Ne emerge un insegnamento per ciascuno di noi, giovane o adulto,  su come vivere la fede nel nostro tempo.

foto papaD. – (ragazza) Io non credo in Dio, ma i suoi gesti e i suoi ideali mi ispirano. Forse Lei ha un messaggio per tutti noi, per i giovani cristiani, per le persone che non credono o hanno un altro credo o credono in modo diverso?

R. – (Papa Francesco)

Per me si deve cercare, nel modo di parlare, l’autenticità. E per me l’autenticità è questa: io sto parlando con dei fratelli. Tutti siamo fratelli. Credenti, non credenti, o di questa confessione religiosa o dell’altra, ebrei, musulmani… tutti siamo fratelli. L’uomo è al centro della storia, e questo per me è molto importante: l’uomo è al centro. In questo momento della storia, l’uomo è stato buttato via dal centro, è scivolato verso la periferia, e al centro – almeno in questo momento – è il potere, il denaro. E noi dobbiamo lavorare per le persone, per l’uomo e la donna, che sono l’immagine di Dio. Perché i giovani? Perché i giovani – riprendo quello che ho detto all’inizio – sono il seme che darà frutto lungo il cammino. Ma anche in rapporto con quello che dicevo adesso: in questo mondo, dove al centro è il potere, il denaro, i giovani sono cacciati via. Sono cacciati via i bambini – non vogliamo bambini, ne vogliamo di meno, famiglie piccole: non si vogliono i bambini. Sono cacciati via gli anziani: tanti anziani muoiono per una eutanasia nascosta, perché non si ha cura di loro e muoiono. E adesso sono cacciati via i giovani. Pensate che in Italia, per esempio, la disoccupazione giovanile dai 25 anni in giù è quasi del 50 per cento; in Spagna è del 60 per cento, e in Andalusia, nel Sud della Spagna, è del 70 per cento quasi… Non so la percentuale di disoccupazione in Belgio quale sia…

D. – …un po’ meno: 5-10 per cento…

R. – (Papa Francesco)

E’ poco. E’ poco, grazie a Dio. Ma pensate voi cosa significa una generazione di giovani che non hanno lavoro! Tu puoi dirmi: “Ma possono mangiare, perché la società dà loro da mangiare”. Sì, ma questo non è sufficiente, perché non hanno l’esperienza della dignità di portare il pane a casa. E questo è il momento della “passione dei giovani”. Noi siamo entrati in una cultura dello scarto: quello che non serve a questa globalizzazione, si scarta. Gli anziani, i bambini, i giovani. Ma così si scarta il futuro di un popolo, perché nei bambini e giovani e negli anziani è il futuro di un popolo. I bambini e i giovani, perché porteranno avanti la storia, e gli anziani sono quelli che devono darci la memoria di un popolo, come è andato il cammino di un popolo. E se si scartano, avremo un gruppo di gente senza forza, perché non avrà tanti giovani e bambini, e senza memoria. E questo è gravissimo! E per questo io credo che dobbiamo aiutare i giovani perché possano avere il ruolo nella società che in questo momento storico difficile ci vuole.

Cliccare sul link per leggere l’intervista integrale.

Intervista di Papa Francesco con alcuni giovani del Belgio