L’Eucaristia secondo san Francesco

Cari fratelli e sorelle,

la mia può essere letta una bella presunzione: come si può parlare dell’Eucaristia in così poche righe? E tuttavia non credo di potermi sottrarre a questa sfida, mentre celebriamo la Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo. E mi viene in aiuto san Francesco d’Assisi che chiamava l’Eucaristia “l’umiltà di Dio”. Pensate tutto l’amore di Dio in un pezzo di pane e in qualche goccia di vino. Il pane e il vino, che diventano per la potenza dello Spirito Corpo e Sangue di Gesù Cristo, raccontano e rendono attuale il gesto compiuto da Gesù nell’Ultima cena: “Fate questo in memoria di me”. E allora dobbiamo anche ringraziare – per la seconda volta in quindici giorni – i bambini e le bambine che per la prima volta si accosteranno a ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù, che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. Infatti, se sono un motivo di gioia e di festa, queste sono anche l’occasione – sia quella che abbiamo celebrato il 5 maggio scorso, sia quella di oggi 29 maggio – per riflettere su questo Sacramento. È il Sacramento centrale della vita di ogni cristiano che insieme a tutta la Comunità ringrazia Dio per il dono della salvezza, e si impegna, con l’aiuto dello Spirito Santo, a compiere la volontà del Padre. Lo scrisse con accenti eloquenti don Tonino Bello: dall’Eucaristia deve potersi scatenare una forza prorompente che cambia il mondo. Ogni volta che partecipiamo alla Mensa Eucaristica dovremmo uscire con una audacia nuova,
con un coraggio nuovo. E allora mentre affidiamo a Gesù Buon Pastore tutti i bambini e le bambine che nella nostra comunità parrocchiale
si sono avvicinati quest’anno per la prima volta alla Mensa Eucaristica, presentiamo quanti attraversano situazioni di difficoltà perché in Lui possano trovare riparo e ristoro. Ricordate me e i miei confratelli nelle vostre preghiere.Foglio parrocchale 29 maggio 2016