L’eredità dell’Anno della Misericordia

Cari fratelli e sorelle, abbiamo già avuto occasione di accennare, la settimana scorsa, alla chiusura del Giubileo straordinario della Misericordia. Oggi mentre si chiude la “Porta santa” della Basilica di San Pietro, ci resta da sottolineare che quest’Anno giubilare ci offre in eredità almeno tre lasciti: primo, Dio ci abbraccia con la Sua misericordia in ogni istante della nostra vita; secondo, la Sua misericordia, il Suo amore è gratuito e ci raggiunge al di là dei nostri limiti e di ogni nostra fragilità; terzo, facendo esperienza della Suo amore senza limiti, ciascuno di noi è chiamato a essere uomo e donna di misericordia, attuando le opere di misericordia corporali e spirituali. Le ricordiamo? E soprattutto le viviamo? Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

Oggi, come ogni anno, nella solennità di Cristo re dell’universo, ricorre la Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle offerte per il sostentamento del clero diocesano. Le offerte – mentre sono un segno di vicinanza per l’opera dei sacerdoti e manifestano il vincolo di comunione tra fedeli e presbiteri nella Chiesa – sono destinate in particolare a coloro che prestano il proprio ministero pastorale nelle comunità più piccole e bisognose, a quelli anziani e malati, e a quanti annunciano la Buona Novella nei Paesi più poveri del mondo. Possiamo farlo non solo con le offerte raccolte oggi durante le Messe ma anche con i bollettini postali, disponibili in fondo alla chiesa. Invoco su tutti, uomini e donne della Montagnola, famiglie, ragazzi e ragazze, giovani e adulti, l’aiuto e il conforto di Gesù Buon Pastore. Ricordate me e i miei confratelli nelle vostre preghiere.

don Vincenzo Marras

Foglio parrocchiale 20 novembre 2016