La Voce del Buon Pastore – Bollettino di Febbraio

Cari Parrocchiani,

abbiamo iniziato da poco l’Anno della vita consacrata, voluto da papa Francesco a 50 anni dal decreto conciliare Perfectae facciata statua B Pastorecaritatis. Ogni anno in tale contesto guardiamo al mistero della Presentazione di Gesù al tempio e proprio dal racconto dell’evangelista Luca si legge: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli” (Lc 2,30-31). I consacrati e le consacrate devono avere occhi che sappiano scrutare la storia guardando oltre le apparenze spesso contraddittorie della vita, che sappiano illuminare di tenerezza e di pace. Questo contraddistingue chi mette la propria vita nelle mani di Dio: uno sguardo aperto, libero, confortante, che non esclude nessuno, abbraccia e unisce. È quello che scrive anche papa Francesco nella sua Lettera a tutti i consacrati: “Dove ci sono i religiosi c’è gioia”. Ciò accade perché essi riconoscono su loro stessi, e in tutti i luoghi e i momenti della vita, l’opera di un Dio che ci salva con gioia e riconoscenza. La stanchezza e la delusione sono esperienze frequenti in ciascuno di noi: benedetti coloro che ci aiutano a non ripiegarci su noi stessi e a non rinchiuderci in scelte comode e di corto respiro. I Vescovi italiani ripongono grande fiducia nelle comunità religiose, soprattutto per il contributo che offrono nel rinnovare la freschezza della vita cristiana. “Mi attendo che svegliate il mondo”, dice ancora papa Francesco nella sua Lettera. “Mi attendo non che teniate vive delle ‘utopie’, ma che sappiate creare ‘altri luoghi’, dove si viva la logica evangelica del dono, della fraternità, dell’accoglienza della diversità, dell’amore reciproco. I luoghi custoditi dai religiosi devono diventare sempre più il lievito  per una società ispirata al Vangelo, la ‘città sul monte’ che dice la verità e la potenza delle parole di Gesù” (Lettera a tutti i consacrati, II,2). Inoltre i consigli evangelici della povertà e dell’obbedienza testimoniano, in un mondo tentato dall’individualismo egoista, che si può vivere conformati in tutto a Cristo, così da ordinare all’intimità con Lui il proprio rapporto con se stessi, con gli altri e con le cose. Anche questa è profezia: grazie allo Spirito di Gesù, possiamo vivere gli uni per gli altri, nella ricerca del bene comune e nell’accoglienza delle differenze. La vita consacrata mostra come la verità del potere sia il servizio, la verità del possesso sia la custodia e il dono, la verità del piacere sia la gratuità dell’amore. E la verità della morte sia la Risurrezione. In questo anno giunge a compimento anche il cammino della Chiesa italiana verso il 5° Convegno ecclesiale nazionale, che si celebrerà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Per vocazione e missione i consacrati sono chiamati a frequentare le “periferie” e le “frontiere” dell’esistenza, dove si consumano i drammi di un’umanità smarrita e ferita. L’opera di tante persone consacrate diventi sempre più il segno dell’abbraccio di Dio all’uomo e aiuti la nostra Chiesa a disegnare il “nuovo umanesimo” cristiano sulla concretezza e la lungimiranza dell’amore. Ben inteso che quest’anno non riguarda soltanto le persone consacrate ma l’intera comunità cristiana, e il mio desiderio è che costituisca un’occasione di rinnovamento per tutti i credenti in Cristo che per noi è il Buon Pastore delle nostre anime.

                   Don Dino Mulassano – parroco

Per visualizzare il bollettino di febbraio clicca sul link di seguito  Bollettino Febbraio 2015