LA SACRALITA’ DELLA CHIESA NELLA SIMBOLOGIA PSICODINAMICA

absideA livello psicologico la percezione che l’uomo ha di Dio è diversa da soggetto a soggetto; essa, in quanto rapporto con il Divino, si struttura sulle proprie necessità interiori.

Anima e Animus sono immagini endopsichiche che indicano  un progresso morale e spirituale dell’umanità in genere. Psicologicamente la Chiesa  rappresenta l’Anima,  e Cristo l’Animus giacché la prima è guida delle anime, mentre Cristo indica la via della salvezza.

La Chiesa è sposa di Cristo ma anche Madre perché, nelle sue forme rituali, genera la continua nascita del “Fanciullo divino”. Essa è l’Archetipo della Grande Madre, provvista di una natura passiva; è entità generatrice, materia, grembo, utero, inconscio. E’ tutto quello che vi è di naturale e di istintivo in cui dimora e si è contenuti, è un recipiente che accoglie e nutre. Essa è anche simbolo della maieutica in quanto, nella sua essenza suggestiva ben costituita, ha il compito della trasmissione divina.

Con i suoi dogmi,  le sue verità fondamentali, la Chiesa esprime una conoscenza dei segreti dell’anima pressoché insuperabile rappresentata dalle grandiose immagini simboliche. E’ il tempio vivo dello Spirito; anche l’architettura interna (con il transetto e la navata centrale) riproduce  la croce di Cristo: per i fedeli camminare sulla croce significa, a livello simbolico, che l’elevazione dello spirito parte dall’accettazione della sofferenza umana.

L’Altare, che riproduce il Tempio, è situato in posizione sopraelevata; tutti i gesti liturgici convergono su di esso in quanto punto dove il sacrificio si condensa con più intensità, dove si compie il sacrificio, cioè il gesto che renderà sacro tutto ciò che è li. Esso simboleggia la presenza divina, la consapevolezza dei fedeli, la spiritualizzazione progressiva del mondo, proprio perché rappresenta il microcosmo e l’universo intero.

Negli ultimi mesi del 1999 si è assistito al restauro della facciata della Basilica di San Pietro. L’intervento può, consciamente o inconsciamente, rimandare a un simbolismo di vivificazione della fede. Nel docudramma “S. Pietro. La Fabbrica di Dio” di V. Nevano la voce di sottofondo puntualizza, fra l’altro che “La facciata è il confine dello spazio sacro. Basta oltrepassarlo per addentrarsi e giungere al fondo del mistero del divino, all’universo, a ciò che è al di là del tempo e dello spazio”. Questo vuol dire che, per entrare e godere di ciò che lo spazio sacro può offrire, bisogna aprire la porta della propria anima.