La Pasqua ci provoca

Carissimi fratelli e sorelle,

In alcuni momenti significativi della nostra vita, accade che ci si senta portati a rileggere la propria storia personale. Spesso accade davanti alla morte di una persona cara, oppure all’inizio o alla fine di una relazione importante e coinvolgente; accade quando ci si trova a vivere un cambiamento determinante e discriminante.

In queste situazioni la storia della vita ci scorre innanzi proprio come un film.

Ma cosa accadrebbe se provassimo a rileggere la storia della nostra vita come storia di salvezza, cioè come storia in cui abbiamo camminato con Dio anche quando non ce ne siamo accorti, anche quando abbiamo pensato di essere stati abbandonati da Lui.

Nella veglia della Notte Santa il Signore ci ha raccontato questa storia. Noi l’abbiamo ascoltata. Il Signore ci ha raccontato la storia della nastra salvezza, cioè la sua storia con noi.

In questa Notte Santa il Signore ci ha aiutato a ricordare i passaggi importanti della nostra vita, le nostre pasque, i “passaggi”, appunto (“pasqua” significa “passaggio”), della nostra storia, quei passaggi che non avremmo potuto fare da soli.

A volte è come se continuassimo a leggere e rileggere la stessa pagina, senza avere mai il coraggio di voltare pagina e cominciare a scriverne una nuova. Preferiamo rileggere e piangere sulla stessa storia piuttosto che scriverne il seguito.

Nella nostra vita ci sono vari tipi di sepolcro: c’è il sepolcro dove amiamo andare a piangere, il leit-motiv dei nostri lamenti, che in genere girano intorno agli stessi argomenti; oppure c’è il sepolcro sul quale abbiamo messo una grossa pietra e non abbiamo più il coraggio di rimuoverla, perché abbiamo paura del cattivo odore che ne potrebbe fuoriuscire: è il sepolcro delle cose che non vogliamo più rivedere della nostra vita.

La Pasqua, insomma, ci provoca.
Ci provoca, ci scuote e ci stimola a fare un nuovo passaggio. Ci chiede di avere il coraggio di farci aiutare dal Signore ad abbandonare il sepolcro o a rimuovere la pietra che abbiamo messo sul nostro sepolcro. Ed è vero: da soli non ne saremmo capaci.

Pasqua è essere riportati a questo passaggio, ogni volta fondamentale della nostra vita.

È Pasqua ogni volta che il Signore ti dice: guarda che il tuo posto non è vicino al sepolcro, non c’è più bisogno che tu torni qui, la tua vita è andata avanti. Il cenacolo è il tuo posto, il luogo dove puoi fare festa, dove puoi condividere ed annunciare.

È Pasqua ogni volta che il Signore rotola via la pietra dal tuo sepolcro e tu hai il coraggio di uscire.

È Pasqua quando hai il coraggio di voltare pagina e cominciare a scrivere una pagina nuova della tua storia di salvezza con Lui. Pasqua vuol dire: è possibile!

Cristo è risorto!!!! Alleluia!!!!

FOGLIO PARROCCHIALE PASQUA